I Ministeri della Salute e dello Sport hanno firmato un Decreto congiunto il 28 febbraio che prevede l'eliminazione dell'obbligo del certificato medico sportivo per i bambini sotto i 6 anni. La proposta, avanzata già anni fa dalla Federazione Italiana dei Medici Pediatri (FIMP), è stata accolta con l'obiettivo di favorire l'attività fisica organizzata fin dalla prima infanzia e di contrastare la sedentarietà.
"Oltre a costituire un risparmio economico per i cittadini e per lo Stato Italiano" - rileva la FIMP - "questa norma potrà aiutare a combattere la pericolosa tendenza alla sedentarietà: secondo gli ultimi dati il 53% dei giovani d’età compresa tra i 3 e i 5 anni e il 22% di quelli tra i 6 e i 10 anni non praticano alcuna forma di attività fisica".
L'eliminazione dell'obbligo del certificato medico sportivo per i bambini sotto i 6 anni non significa che l'attività fisica sia sconsigliata o non debba essere svolta sotto controllo. I bambini in età prescolare sono sottoposti fin dalla nascita a periodici controlli (bilanci di salute) da parte del pediatra di famiglia. Pertanto, i bambini possono essere considerati tutti di per sé idonei all'attività fisica, fatti salvi i casi particolari che sono già noti al pediatra stesso.
L'auspicio è che questa decisione promuova stili di vita sani tra tutta la popolazione residente nel nostro Paese, favorendo l'approccio all'attività motoria costante fin dai primi anni di vita e creando un corretto modello di comportamento permanente.
In sintesi, l'eliminazione dell'obbligo del certificato medico sportivo per i bambini sotto i 6 anni rappresenta un passo avanti nella promozione dell'attività fisica organizzata fin dalla prima infanzia e nella lotta contro la sedentarietà. Tuttavia, è importante sottolineare che l'attività fisica dovrebbe sempre essere svolta sotto il controllo di un medico o di un esperto in materia.
